E' ora di dar vita ad una Rete Astigiana di Economia Solidale


di Alessandro Mortarino.

Qualche anno fa avevamo lanciato una proposta di "unione delle forze" sul territorio astigiano per costituire un possibile distretto di economia solidale locale, cioè un concreto modo di mettere assieme produttori e consumatori, associazioni e singole persone, amministrazioni e forze economiche a partire da due concetti-base: cambiamento degli stili di vita personali e cambiamento dei rapporti economici legati alla produzione/trasformazione agroalimentare. Oggi le sensibilità sembrano pronte e quella proposta ci pare possa iniziare a trasformarsi in un progetto fattibile ...

Lo diciamo per via di molteplici fattori che negli ultimi mesi hanno caratterizzato il nostro territorio e che ci spingono a formulare questa rinnovata proposta.
Si tratta di una prima "traccia" su cui iniziare a raccogliere opinioni e delineare un primo abbozzo di "cose da fare" (e subito) da trasformare in una autentica Rete omogenea.

INTRODUZIONE


I soggetti della Rete
Sono singoli cittadini e organizzazioni astigiane che vogliano tentare di integrare le loro specifiche attese ed esperienze in materia di “economia alternativa”, per perseguire obiettivi comuni basati su un nuovo rapporto di “filiera corta” che coinvolga ed accomuni Produttori e Consumatori Consapevoli e favorisca, così, lo sviluppo di un circuito economico, sociale e culturale tra le realtà locali dell'economia solidale. In modo da poter rafforzare queste stesse realtà e, al contempo, fornire risposte concrete ai Consumatori Consapevoli che domandano prodotti e servizi rispettosi delle persone e dell'ambiente.
Il progetto si sviluppa, quindi, con la prospettiva di valorizzare le risorse del luogo, creare occupazione e difendere le fasce deboli della popolazione.
In primo luogo, l’ossatura della Rete è composta dai tre GAS - Gruppi di Acquisto Solidali già presenti sul territorio astigiano, dagli altri Gruppi di Acquisto già in qualche modo attivi, dalle associazioni della Rete astigiana del Movimento Stop al Consumo di Territorio, del Forum Salviamo il Paesaggio, del Comitato Astigiano a favore delle Acque Pubbliche, dalle organizzazioni piemontesi della finanza etica (MAG, Banca Etica), dalle esperienze di autogestione di edifici occupati, dai produttori locali che si ispirano ai criteri delle pratiche biologiche/biodinamiche, da piccoli operatori dell’artigianato manuale, dalle proposte di turismo responsabile, dalle cooperative sociali, da quanti ritengano di voler restituire dignità e valore al ruolo della piccola agricoltura contadina, al mondo intero della cultura.
Tale progetto è da considerarsi aperto indistintamente a tutte le realtà che già operano o che si "sentono" parte o che, comunque, intendono agire ispirandosi ai valori e ai principi dell'economia solidale.

Il contesto
In Europa (in Spagna e Francia in particolare) e nel mondo (principalmente nel Sud America), esistono da parecchi anni Reti di realtà economiche che si definiscono di Economia Solidale, emerse soprattutto grazie agli eventi aggreganti dei Forum Sociali Mondiali ed Europei. Anche sul territorio astigiano esistono molteplici realtà che, pur definendosi in modo vario, svolgono quotidianamente attività di produzione, distribuzione o consumo di beni/servizi secondo principi e modalità caratteristiche dell'economia solidale (vedi "Caratteristiche dell'economia solidale").

Le motivazioni
Si ritiene importante cominciare a sviluppare le condizioni affinché iniziative economiche diverse (democratiche, motivate socialmente, radicate nel territorio …) , trovino opportunità per conoscersi e farsi conoscere, aiutare e farsi aiutare, innescare processi economici nuovi, coordinati e partecipati e diffonderli, nella convinzione che ciò potrà portare giovamento a tutti i soggetti coinvolti ed al contesto sociale ed ecologico in cui essi operano.

CARATTERISTICHE DELL’ECONOMIA SOLIDALE
Le pratiche di economia solidale sono essenzialmente caratterizzate da:

• nuove relazioni tra i soggetti economici, basate sui principi di reciprocità e cooperazione;

• giustizia e rispetto delle persone (condizioni di lavoro, salute, formazione, inclusione sociale, garanzia dei beni essenziali);

• rispetto dell’ambiente (sostenibilità ecologica, attraverso concreti esempi/utilizzi di risparmio energetico, riduzione degli imballi, buone pratiche di riciclo ecc.);

• partecipazione democratica (autogestione, partecipazione nelle decisioni);

• impegno nell'economia locale e rapporto attivo con il territorio (partecipazione al "progetto locale");

• disponibilità a entrare in relazione con le altre realtà dell'economia solidale condividendo un percorso comune;

• impiego degli utili di bilancio per scopi di utilità sociale.

Il rapporto di conoscenza diretta tra Consumatori Consapevoli e Produttori, preferibilmente del medesimo territorio, apre nuove dinamiche relazionali, sociali e politiche che vanno ben al di là degli angusti spazi e regole che definiscono la tradizionale economia di mercato. In generale, nell’esperienza delle Reti di Economia Solidale, i rapporti economici vengono ad essere incorporati profondamente nelle relazioni sociali e politiche.
Il rapporto stretto tra Consumatori e Produttori rende anche possibile il mutuo rispetto e l'aiuto reciproco nei momenti di difficoltà. E' necessario un patto di fiducia e solidarietà tra questi contraenti, che renda possibile definire quello che si riconosce come il “giusto prezzo”, che tiene conto (per il Produttore) del lavoro profuso, della presenza di soggetti svantaggiati nei cicli produttivi e delle calamità naturali, familiari o aziendali ma, anche (per i Consumatori), delle difficoltà congiunturali legate alla ripartizione delle ricchezze ed all'andamento del costo della vita.
Questo “patto di fiducia” tra Produttori e Consumatori Consapevoli induce anche alla messa in evidenza del “prezzo trasparente” di ciascuna merce offerta, attraverso l’indicazione in etichetta del prezzo sorgente e di tutte le voci che ne compongono il valore complessivo.

La RES Asti si configura quale "laboratorio" di sperimentazione civica, economica, culturale e sociale; in altre parole, come esperienza pilota in vista di future più vaste applicazioni dei principi e delle pratiche caratteristiche dell'economia solidale.
A titolo esemplificativo, i "soggetti" dell'economia solidale comprendono:

• le imprese dell'economia solidale e le loro associazioni;
• i singoli consumatori e le loro associazioni;
• i risparmiatori-finanziatori delle imprese e delle iniziative dell'economia solidale e le loro associazioni o imprese;
• i lavoratori dell'economia solidale;
• le istituzioni (in particolare gli Enti Locali) che intendano favorire sul proprio territorio la nascita e lo sviluppo di esperienze di economia solidale.

I processi di globalizzazione accelerano le dinamiche dell'economia di mercato provocando, nei diversi territori locali, uniformazione e sradicamento, oltre a variegate forme di degrado ecologico e sociale. Le esperienze solidali locali possono rappresentare una risposta propositiva a tali processi disgregativi. Esse mirano a valorizzare le risorse locali e a produrre ricchezza in condizioni di sostenibilità ecologica e sociale.

DA DOVE INIZIARE: COSA FARE SUBITO
Alcuni possibili passi operativi “cadenzati”:

1. Riunire in una concreta discussione plenaria i primi soggetti ritenuti “determinanti” per l’avvio dell’iniziativa (vedere prima: “i soggetti della Rete”);

2. Utilizzare un Data Base già sperimentato dal Gruppo di Acquisto Solidale "Il Gasti" per individuare tutte le risorse dell’Economia Solidale del territorio in un'apposita mappa di "georeferenziazione" attraverso la seguente necessaria raccolta di specifiche informazioni:
- Denominazione e indirizzi (anche mail e web);
- Persone di riferimento e loro mansioni;
- Descrizione dell’Offerta (per i Produttori), ovvero: Tipologie di prodotti / Quantità e periodi / Note tecniche su produzione e/o conservazione / Prezzi
- Descrizione della Domanda (per i Consumatori), ovvero: Tipologia di prodotto ricercati / Quantità e periodi / Note ulteriori / Prezzi attesi;

3. Definire una possibile data (orientativamente una intera Domenica in primavera inoltrata o in autunno) per organizzare in Asti una prima manifestazione di piazza sul tipo di “Fa' la cosa giusta”, che funga come momento di avvio di un percorso in grado di coinvolgere famiglie, singoli, associazioni, enti.
Questa iniziativa (essenziale per dare la "scintilla" al progetto) dovrà mettere assieme diverse proposte:

• Mercatino di prodotti/produttori bio (certificati e non), piccolo artigianato, soluzioni per la “decrescita e la sobrietà” (dai pannelli solari ai riduttori di flusso, dai detersivi alla “spina” ai forni solari, dai programmi di software libero alle Telestreet ecc. ecc.);

• Banchetti di proposte/progetti delle associazioni di volontariato locali;

• Laboratori di auto-produzione (“come fare da sé pane, pasta, cosmetici, yogurt, pannelli solari, PC riciclati” ecc. ecc.);

• Laboratori di cura della persona (ludoteca per bambini, massaggi dolci ecc. ecc.);

• Proiezione di brevi filmati dedicati al cambiamento degli stili di vita individuali (esempio: Genuino Clandestino, Vivere senza soldi ...);

• Momenti di Formazione in stile seminari pratici (brevi);

• Eventuali dibattiti/convegni su temi di particolare proposta “politico-sociale”

4. Strutturare un programma di comunicazione dell’iniziativa, utilizzando inizialmente strumenti messi a disposizione dai componenti della stessa RES (e contemporaneo alla divulgazione pubblica del costituendo Date Base di cui al punto 2).

5. Valutare il coinvolgimento di Enti Locali e definire il progetto anche sotto il profilo finanziario;

6. Attivare uno “Sportello Informativo” della RES Asti (inizialmente volontaristico ed autogestito) a disposizione di Produttori e Consumatori Consapevoli, per raccontare il formarsi del progetto stesso e mettere a disposizione di tutti i personali “saperi” costituiti dalle buone pratiche di ciascuno …;

7. Iniziare a lavorare assieme e, “facendo”, sperimentare le concrete potenzialità del progetto (la proposta di un “evento” così ravvicinato intende rappresentare un autentico “obbligo” a non limitarsi alle analisi ideologiche e puramente teoriche, ma ad applicare un concreto modello di relazioni).

Attendiamo considerazioni e proposte da parte di tutte le realtà astigiane !

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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 15 Maggio 2013 18:02)